«Ma no, ormai...».
La voce non è irritata, anzi. Ma dietro quell’ormai c’è tutto. Le aspettative deluse. Il tuo irrimediabile fallimento come uomo. E conferma quell’impressione, quella che hai da quando sei in grado di pensare, cioè di essere sempre e comunque e irrimediabilmente in ritardo. Su tutto. E con tutti.
Ormai. Cinque lettere che sono peggio di qualunque insulto gridato.
Ma vaffanculo. Tu e l’ormai.