Ecco, c'è
Feltri che ne dice a Santoro, e
Santoro commenta con Travaglio, e Travaglio attacca Belpietro, e
Belpietro se la prende con la
De Gregorio, e poi la De Gregorio va contro
Sallusti, e Sallusti torna ad attaccare Santoro, e il cerchio si chiude e la danza ricomincia (mentre
Scalfari continua imperturbabile a parlare di Scalfari). E
Repubblica contro "il modo di fare giornalismo" di Libero, e
Libero contro "il modo di fare giornalismo" di Annozero, e
Annozero contro Il Giornale, e Il Giornale contro
l'Unità... Eccheppalle! Gli under trenta possono anche non crederci, ma in un tempo nemmeno tanto lontano i giornali
raccontavano e commentavano quel che accadeva in politica. Oggi, sempre più spesso, è la politica a commentare quel che si scrive sui giornali. Fino al paradossale
corto circuito, con giornali e giornalisti che riferiscono e commentano ciò che scrivono gli altri giornali e gli altri giornalisti, diventando
loro stessi il centro del "dibattito politico", o meglio di quel che i giornali stessi definiscono tale, in una sorta di
masturbazione pseudo-informativa. E' la sublimazione/degenerazione di una professione che in Italia - ma solo in Italia? - si è fatta sempre più
autoreferenziale, e si parla addosso fino a
sbrodolarsi. Anche al di fuori del cartaceo: anzi, in televisione la tendenza è ancor più evidente. Segno di quanto sia debole e poco autorevole e alla fine persino ininfluente gran parte della nostrana classe politica, nei talk-show ormai relegata a
ruoli secondari, di complemento.
Paradossale, poi, è anche il fatto che questa
autochiusura del giornalismo arrivi quando proprio i giornali perdono lettori in quantitá ormai
esponenziale, e il mezzo - più che altro nella versione cartacea - viene considerato del tutto
anacronistico dalle nuove generazioni, ed è opinione comune che abbia - perlomeno nel senso di media "di massa" - gli
anni contati, destinato alla nicchia di sparuti appassionati come il
disco in vinile e la radio a transistor. Quasi una
difesa disperata del nobile lignaggio che fu. La
Fort Alamo del giornalismo, ecco a che cosa somiglia. Solo che di quest'ultima "resistenza" importa quasi nulla a nessuno. Perché il mondo va avanti, bene o male, ma certamente guardando da un'altra parte. E tanti saluti alle
nove colonne.