E insomma, è una rarità, ma quando dal
Pd arrivano dichiarazioni in qualche modo
condivisibili, ecco, bisogna sottolinearlo. Così han detto: «Quelli della Lega sono dei
cialtroni». E siamo d’accordo, siamo. E qui non si tratta di
pregiudizi verso chi non la pensa al tuo stesso modo, figuriamoci. E nemmeno di
allinearsi alla francamente insopportabile
retorica sull’unità di patria – ora brandita da chi, invece, è sempre pronto a sparacchiare sugli
italiani, oppure è cresciuto politicamente nell’esaltazione dell’
internazionalismo contrapposto proprio al concetto di patria. Senza contare che uno mica è obbligato a festeggiare qualcosa che per lui nulla rappresenta, ci mancherebbe. Ma cazzo, tornando alla Lega-partito, questi se ne
escono dalle aule quando viene suonato
l’inno nazionale, e poi però son lì a sbavare per una poltrona nel governo della
REPUBBLICA ITALIANA, e soprattutto - lo diciamo come paradosso, ma neanche tanto - pretendono di avere l’ultima parola sulle questioni inerenti la concessione della
cittadinanza proprio da parte della
REPUBBLICA ITALIANA. E che cazzo, padani, un po’ di coerenza, no? Come detto, l'omaggio all'unità d'Italia certo non s'impone, non sia mai, ma almeno siate chiari e tornate a reclamare la
secessione, ché così vi si riconosce senza troppe ipocrisie.
Nei giorni scorsi, poi, qualcuno di questi ha pensato bene di riproporre il
demenziale provvedimento che vieterebbe - o comunque limiterebbe - l’apertura di negozi e botteghe direttamente o indirettamente legate a culture considerate
ostili - e dunque, per dire, stop a kebab e parrucchieri cinesi e phone-center. E questo in nome di che cosa? Di una sorta di “
protezionismo pseudo-culturale”? In nome della “sicurezza”? Oppure dell’orgoglio “padan-gastronomico” della
casoeula? La verità è che questo
timore d’essere “colonizzati” – dagli islamici o da chi per essi – rappresenta una chiara
ammissione di debolezza e impotenza culturale. Ed è la paura che può trasformarsi in
violenza - normativa, figurata o persin fisica - e su cui, in passato, ha prosperato la
segregazione razziale. E però, quando lo dici, subito ti rispondono che «no, dài, adesso esageri». Dimenticando la
proposta sempre leghista di creare
vagoni in metrò riservati agli italiani e altri agli stranieri – ma è solo uno dei tanti esempi. Il fatto è che, ormai, uscite di questo genere sono state derubricate a
folclore, e chi s’indigna o s’incazza diventa subito un
buonista. Ed è poi in questo modo che atteggiamenti di questo genere sono andati
consolidandosi, sono diventati quasi normali e politicamente
tollerati, «i leghisti? ma sì, loro sono così…». Così un cazzo.
Che poi, che cosa vogliono salvaguardare? L'integrità etnica del ceppo? Non vogliono mischiarsi per restare culturalmente e gastronomicamente e magari anche fisicamente “puri”? Occhio, perché se alla fine la spuntassero, potremmo ritrovarci in un paese in cui sono tutti come questi tre qui sotto.
E fate voi se è un bel vedere.